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martedì 04 agosto 2020 | 15:27
 Nr.18 del 05/06/2006
 
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La montagna più amata dai bresciani
Presentato al Rifugio “Pontogna” lo “Studio di rilevanza ambientale del monte Guglielmo” dall’Assessorato al Territorio della Provincia di Brescia presieduto da Aristide Peli





La giornata è stata interamente dedicata alla puntuale analisi del patrimonio naturale, ambientale e paesaggistico della “montagna più amata dai bresciani” il monte Guglielmo.
Forte la partecipazione delle autorità amministrative locali, in primis il Presidente della Comunità Montana di Valle Trompia Fabio Ferraglio con gli assessori Sergio Richiedei e Antonio Bazzani, e dei sindaci dei paesi della Valle Trompia, Pittaluga Sandro per il Comune di Tavernole s/Mella, Maffina Valentino per Pezzaze, Peli Diego per Concesio, Ottelli Massimo per Sarezzo e Bettinsoli Bruno per Lodrino. Per l’area del Sebino notata la presenza del vice sindaco di Zone, Enrico Salvalai e quella di Enrico Serioli, Assessore in Comunità Montana.

L’introduzione alla relazione è stata affidata all’Assessore al Territorio e Parchi della Provincia di Brescia Aristide Peli che ha espresso la sua soddisfazione per il buon compimento del progetto.
“Bisogna creare nelle persone una ben definita cultura, in montagna si può e si deve andare in piena sicurezza; l’area del monte Guglielmo ha una notevole sentieristica che deve essere adatta e sicura a chi la percorre. Con questo studio ambientale non si vuole vietare niente, si vuole solo sottolineare l’importanza di regole che vanno condivise e portate in pratica da tutti. È importante in questa fase il coinvolgimento delle associazioni, quali Cai, Alpini, Cacciatori e tutte le altre presenti sul territorio. È importante una cultura del vivere meglio e bene la nostra montagna”. Ha fra l’altro precisato l’Assessore Peli.

Lo studio approfondito dell’area del Monte Guglielmo è stato affidato, dalla Provincia di Brescia, a esperti e suddiviso in aree di competenza. E gli esperti, in Pontogna, hanno relazionato dettagliatamente. La relazione riguardante l’analisi storica del Territorio è stata affidata a Giuseppe Berruti, geologo naturalista. Si sono poi via via succeduti nel corso del convegno: Elena Tironi per la Provincia di Brescia (“L’area di rilevanza ambientale del Monte Guglielmo); Marcello Baiguera del Consorzio Forestale del Sebino Bresciano (“L’indagine territoriale”); Fabio Gandellini naturalista (“L’indagine botanica”); Laura Cianfanelli biologa (“L’indagine faunistica”); Stefania Capelli ornitologa (“L’indagine ornitologica) e Rocco Tiberti naturalista sul tema “Il monitoraggio degli anfibi”.
L’art.25 della l.r. 86/83 “Piano generale delle aree regionali protette. Norme per l’istituzione e la gestione delle riserve, dei parchi e dei monumenti naturali nonché delle aree di particolare rilevanza naturale e ambientale” demanda alle Province il
compito di promuovere l’analisi puntuale del patrimonio naturale, ambientale e paesaggistico delle zone di particolare rilevanza naturale e ambientale di cui al alla lettera e) del primo comma dell’art.1 della legge stessa.
In Provincia di Brescia sono a suo tempo state definite 8 Aree di rilevanza ambientale (Mortirolo-Aprica, Corso superiore del fiume Oglio, Monte Isola, Franciacorta, Monte Orfano, Caffaro-Valle Sabbia, Anfiteatro Morenico del Garda
e Monte Guglielmo).
Tra le diverse Aree di rilevanza ambientale quella del Monte Guglielmo non era ancora stata oggetto di studio.
Si è quindi impostato uno studio avente quale obiettivo quello di condurre un’analisi territoriale che permetta la definizione del modello gestionale più adeguato rispetto alla vocazionalità ed alle emergenze ambientali del territorio interessato dallo studio stesso.
Territorio che, con una superficie di circa 5.242, interessa tre Comunità Montane (la C.M. del Sebino Bresciano, la C.M. di Valle Camonica e la C.M. di
Valle Trompia) ed undici Comuni (Artogne, Bovegno, Gardone V.T., Marcheno, Marone, Pezzaze, Piancamuno, Pisogne, Sale Marasino, Tavernole s/Mella e Zone).
Il progetto, concordato con gli Enti locali territorialmente interessati attraverso una serie di riunioni di concertazione che hanno preso avvio nell’ottobre 2004, è stato suddiviso nelle seguenti tre fasi:

a) Individuazione del perimetro dell’area oggetto di studio;
b) Raccolta delle informazioni ed elaborazione dei dati;
c) Definizione del modello di gestione.

Individuazione del perimetro dell’area oggetto di studio

Il perimetro dell’area di rilevanza ambientale “Monte Guglielmo”, la cui definizione è stata fatta a cura della Regione Lombardia, su cartografia in scala 1:100.000, in occasione della promulgazione della legge regionale delle aree protette nel 1983 è stato riprodotto su CTR 1:25.000 e 1:10.000 in modo da permettere una verifica di maggior dettaglio del territorio su cui insiste l’area di rilevanza ambientale.
Si è quindi verificato che la perimetrazione individuata dalla Regione Lombardia era limitata ad una parte di una più ampia area territorialmente omogenea senza che vi fosse con quest’ultima alcuna soluzione di continuità, si è verificato inoltre come l’uso del territorio nei 30 anni intercorsi dall’individuazione dell’area di rilevanza ambientale avesse condotto all’urbanizzazione di una parte di essa cosa questa che ha di fatto comportato la perdita delle caratteristiche di naturalità che sono il presupposto necessario per il mantenimento dello status di cui sopra. In accordo con gli Enti territorialmente interessati si è deciso di individuare un’area di studio omogenea rispetto all’uso del suolo (il territorio a pascolo) e decurtata delle zone che non possedevano più le necessarie caratteristiche di naturalità, per una superficie totale pari a circa 7.872 Ha.

Raccolta delle informazioni ed elaborazione dei dati

Le informazioni raccolte, sia attraverso l’analisi dei dati disponibili in bibliografia sia attraverso indagini di campo, hanno riguardato le seguenti tematiche:
- aspetti floristici e vegetazionali: sono state rilevate le specie vegetali presenti al fine di conoscere lo stato di qualità e/o degrado delle zone pascolive e dei boschi in modo tale da evidenziare da una parte le emergenze qualitative e dall’altra le necessità gestionali;
- aspetti faunistici: sono state indagate le specie animali sul cui status possono avere influenza gli interventi di gestione territoriale (sia tra i mammiferi che tra gli uccelli) e sono state cartografate le specie ornitiche nidificanti. È stata inoltre condotta un’indagine specifica sugli anfibi unitamente ad una mappatura delle pozze e delle zone umide;
- accessibilità e fruizione: sono stati censiti i sentieri e le strade che percorrono l’area di studio, il loro stato di conservazione ed il loro utilizzo oltre che la tipologia di fruitori ed il carico escursionistico;
- uso del territorio: sono stati raccolti tutti i dati inerenti l’utilizzo del territorio con particolare riferimento all’uso delle malghe ed al loro stato di conservazione, all’utilizzo dei pascoli ed alla gestione dei boschi ivi compresi il numero e le specie animali che annualmente vengono caricati sulle malghe.

Definizione del modello di gestione

La sovrapposizione dei diversi tematismi studiati ed il confronto con le pianificazioni a diverso livello già in atto sul territorio oggetto di studio ha permesso di evidenziare le diverse valenze e le criticità presenti. Tali informazioni verranno condivise con gli Enti territorialmente interessati in maniera tale da arrivare alla definizione di un modello gestionale “partecipato” che, tenendo conto delle diverse esigenze proprie degli attori coinvolti nella pianificazione dell’area oggetto di studio, consenta il raggiungimento degli obiettivi di tutela, salvaguardia e recupero ambientale previsti dalla legislazione vigente.

Modi e tempi di realizzazione

Alle riunioni di concertazione con gli Enti territorialmente interessati dallo studio avviate nell’ottobre 2004 è seguita, nel dicembre dello stesso anno, la sottoscrizione di un apposito protocollo d’intesa con le Comunità montane del Sebino bresciano e di Valle Trompia (in cui ricade in massima parte l’area di studio) con cui si è definita la collaborazione con la Provincia di Brescia per la redazione dello studio che ha avuto un costo complessivo pari a 25.000,00 € ed è stato finanziato interamente con fondi provinciali. L’ufficio Parchi del Settore Assetto territoriale, Parchi e V.I.A. provinciale ha svolto l’attività di vigilanza, coordinamento e supporto tecnico-scientifico del progetto mentre le Comunità montane hanno provveduto, avvalendosi della collaborazione di adeguate figure professionali, alla raccolta delle informazioni ed all’elaborazione dei dati.
Alle indagini di campo, avviate a partire dalla fine di aprile 2005, hanno collaborato gli agenti del Nucleo ittico-venatorio della Polizia provinciale e le Guardie Ecologiche Volontarie delle Comunità montane interessate.
Lo studio si è concluso nel dicembre 2005.

Silvia Filippi

Registrazione Tribunale di Brescia n° 55/2004 del 15/12/2004  -  Sito internet realizzato da InternetSol di Comassi Luca