CASA EDITRICE VALTROMPIA s.r.l.
martedì 04 agosto 2020 | 15:32
 Nr.16 del 22/05/2006
 
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Il giusto riposo del Gianfranco
Dopo ben 47 ininterrotti anni di (verrebbe da dire) …onorato servizio a favore dell’informazione – e non solo – locale, se ne va, in giusta pensione, Gianfranco Camplani









Alzi la mano chi in Valtrompia non conosce il nome Camplani! Non scorgiamo mani alzate. Camplani è, infatti, un nome che da 130 anni risuona nella nostra Valle. Fu il bisnonno di Gianfranco, il signor Francesco Camplani a fondare nel 1876 la “CARTOLERIA LIBRERIA LEGATORIA – AGENZIA GIORNALISTICA” che ebbe allora sede in Piazza S. Marco, a Gardone V.T. proprio sotto il portico di fianco all’ingresso principale della chiesa parrocchiale, come i gardonesi possono sicuramente riconoscere dalla storica foto che pubblichiamo. Sarà anche perché la posizione lo imponeva, ma in quel 1876 – lo desumiamo da un inventario dello stesso anno – i libri più venduti erano quelli di “dìvozione” cristiana. Eccone degli esempi, con i relativi prezzi di vendita (“sempre ottimi e concorrenziali come quelli di oggi”, ci dice Gianfranco Camplani): il libro “La vita del cristiano” costava 0,40 lire; un libro di preghiere, in velluto, 4 lire; “Pia giovinetta” 1 lira e 10; la “Via del Paradiso” si acquisiva per 0,70 lire. Ma il costo più basso toccava ai libri per servire Messa: solo 0,05 lire e l’inventario del 1876 ci fa capire che erano molto molto venduti.
Il compito di Agenzia giornalistica – continuato poi ininterrottamente dal nonno e dal papà del nostro Gianfranco – consisteva di fatto nel distribuire tutti i giornali e tutti gli stampati nella zona, svolgendo, di fatto, inevitabilmente un ruolo spesso decisamente importante per incontri, letture e discussioni politiche, che tuttora si susseguono, anche se la cartoleria si posizionò poi in Piazza Garibaldi (al tempo chiamata “Piazza delle Mura”) al n. 43, in pienissimo centro gardonese, proprio lì sotto lo sguardo fisso e severo del monumento a Giuseppe Zanardelli.

È nell’aprile del 1959 – dopo la ristrutturazione del caseggiato di Piazza Garibaldi - che il nostro Gianfranco Camplani (nato nella cittadella armiera il 31 dicembre del 1944) inizia ufficialmente la sua attività lavorativa in cartoleria alle dipendenze dirette del papà Francesco, anche se i primi passi già da piccoletto Gianfranco se li ricorda al seguito di una carretta mentre alle 5.30 del mattino si reca “alla vicina fermata del tram” per prendere in consegna i giornali, smistarli, impacchettarli e distribuirli poi in vari modi nella zona.

Sono questi i tempi dell’ “EMPORIO COMMERCIALE CAMPLANI” allorché diventa ben visibile nella Piazza il ruolo di vendita di giornali, come dimostra la fotografia che proponiamo ai nostri lettori in questa stessa pagina, a corollario della nostra nota.
Gianfranco dimostra subito la sua versatilità alla vendita in un rapporto continuamente cordiale, ed allo stesso tempo immancabilmente professionale, con la clientela. Ma certo l’esperienza del papà lo aiuta moltissimo nel “saperci fare”: sempre gentile con tutti, mai alterato con alcuno. Capace di non svelare la sua destra, il suo centro o la sua sinistra politica alla presenza, fra i clienti, dei più infervorati attori dell’amministrazione locale. Pronto a ricordarsi degli insegnamenti del tipo che “i primi soldi guadagnati sono quelli non spesi”. Gianfranco non cede alle lusinghe delle “cariche” anche quando le Associazioni commerciali lo spingono a muoversi apertamente. Troppo in lui è stato ed è il rispetto delle persone che si alternano in Cartoleria. Ne sono, da più di 30 anni, testimone giornaliero oculare.

È l’anno 1973: il papà decide di cedere il passo ai figli e divide fra loro le attività ed i locali dell’EMPORIO, tenendo ancora per sé la vendita di stoffe. Ad un figlio, Mario il settore ottico, al figlio Bruno l’ingrosso degli stampati e della cancelleria ed a Gianfranco, la Cartoleria. E Gianfranco si ributta nel lavoro con rinnovata passione. Il lavoro è tanto, o meglio anche le ore di lavoro sono tante. Per anni e anni non vi sono nemmeno le domeniche libere. Sembra una vita davvero tutta dedicata necessariamente solo al lavoro. Il Gianfranco con la Franca, sua moglie, che lo aiuta spesso e volentieri nei momenti clou dell’impegno nell’attività, nel periodo dei libri scolastici, nel quale si riversa un vero ciclone di necessità e di richieste. Arriva la figlia Clara (oggi esponente di spicco del video-giornalismo bresciano) cui si aggiunge la benedizione della nipotina Paola Francesca, oggi frizzante tredicenne ed allora la mamma Franca sposta le sue attenzioni a Brescia verso la famiglia di Clara. E Gianfranco allora sembra lavorare ancora di più. E senza sosta. E sempre presente in Cartoleria. E sempre con la cravatta. E sempre col sorriso. E senza malattie. Io non me lo ricordo ammalato. Forse qualche semplice raffreddore qua e là…

Ma arriva per tutti il momento del passaggio delle consegne. La data “fatidica” per Gianfranco è il 10 giugno: ultimo giorno di lavoro. “Anche se poi gironzolerò ancora per un po’ dietro il banco per dare una mano ai giovani che mi succederanno”, dice Gianfranco. La successione è stata semplice e sempre nel nome dei Camplani, quindi il nome continuerà a risuonare ancora in valle. La “licenza” della Cartoleria è passata al fratello Bruno, ma coloro che si alterneranno in Cartoleria sono i tre figli di Bruno, i tre nipoti del Gianfranco. Francesco si occuperà di libri e computer, Flavio nello specifico di giornali e Giulia farà da supercollaboratrice generale.

Gianfranco, qualche rimpianto ora che s’avvicina il momento fatidico?

“Sì mi dispiace perché sicuramente mi mancherà il contatto giornaliero con tutti i miei clienti che in questi anni spesso ho considerato come amici – dice Gianfranco Camplani -. Sono un tipo estroverso e certo soffrirò di non poter commentare, seppure ripetendomi, i fatti del giorno con quanti si alternano ogni mattino davanti ai miei occhi. Mi dispiacerà davvero non poter ripetere con tutti fino ad una piacevole ossessione che oggi piove, ma che ieri forse faceva più freddo e che domani forse farà più caldo… Ma dopo 47 anni e decine di migliaia di ore di lavoro si sono davvero imposte delle scelte. E la scelta è stata fatta dal cuore. Andrò ad abitare a Brescia vicino a mia figlia Clara e a mia nipote Paola Francesca, con grande felicità anche di mia moglie Franca”.

È dunque il momento dei saluti, pubblici volendo, tramite “il Valtrompia news”…

“L’occasione è propizia per ringraziare e salutare tutti coloro che hanno frequentato la mia Cartoleria. Li ringrazio per la fiducia che hanno riposto sempre in me, anche personalmente. Una fiducia che ho cercato, convinto di esserci riuscito, a ricambiare con la mia correttezza professionale e umana”.

Piero Gasparini


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