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 Nr.8 del 13/03/2006
 
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Un Sonetto per le campane
Al maestro Roberto Simoni di Ponte Zanano si deve la segnalazione del singolare, poetico Sonetto del 1893 per il nuovo concerto di campane nella parrocchia di Magno d’Inzino





Il sonetto, edito a Brescia dalla Tipografia Queriniana per la Pasqua del 1893, appartiene ad una collezione privata di Lumezzane, già di proprietà di don Gabriele Borra, parroco-arciprete di Sarezzo dal 25 gennaio 1859, che il 19 novembre 1901 ebbe come successore don Luigi Filippi; don Borra – a detta del maestro Simoni – era un poeta; a lui, quindi, si dovrebbe attribuire il sonetto.
Nel libro di Magno, edito nel 1977, già si citavano a pagina 57 le nuove campane del 1893, fornite dalla ditta Cavadini di Verona, corrispondenti alle attuali prima, seconda e quarta; le altre due, cioè la terza (quella detta dell’esattore) e la quinta (il campanone), furono requisite per motivi bellici nel corso della seconda guerra mondiale e furono fuse in Udine dalla ditta Lucio Broili e riportate nel 1948, come attestano le iscrizioni sui bronzi, essendo parroco don Angelo Bregoli di Mondaro di Pezzaze. Domenica Sabatti fu Carlo (classe 1920) ancora ricorda che nel corso di una settimana alcuni ragazzi – tra cui il fratello Battista – riuscirono a penetrare più volte nel campanile, tramite una fenditura che allora esisteva tra la parete del medesimo e quella adiacente del presbiterio, per suonare tutte le campane, soprattutto quelle destinate ad esser asportate, nonostante i severi rimbrotti di don Bregoli. Gran parte della popolazione considerò come un furto la rimozione delle due campane predette, ossia la maggiore e la terza, famosa perché si suonava specificamente quando alle ore 15 arrivava a Magno “l’edatùr”, l’esattore delle tasse, di solito il mercoledì.
La campana stessa – suonata a martello – annunciava l’arrivo anche delle guardie forestali, d’accordo con don Bregoli, accanito cacciatore, parroco di Magno dal 1904 al 1950, tuttora compianto. Il suono della terza – suonata a martello – informava pure circa gli incendi, pericoli vari, l’arrivo di ladri o malintenzionati. Alle sofferenze della seconda guerra mondiale si aggiunse la rimozione delle due campane.
È facile immaginare la gioia, davvero grande, quando nel 1948 tutte e cinque le campane poterono risuonare a festa ed è da credere che sia stata una festa grande.
Nel 1893 era parroco di Magno don Vincenzo Corsini, originario di Irma, eletto dai capifamiglia di Magno nel 1876, che fino al 1900 vi esercitò il proprio ministero sacerdotale. Nel volumetto, edito nel 1948 dalla Pontificia Commissione Centrale per l’Arte Sacra in Italia, con sede a Roma nel Palazzo della Cancelleria Apostolica, si cita la ditta Broili Francesco di Lucio Broili di Udine (p. 9), incaricata di rifondere le campane requisite per motivi bellici, tra cui (p.10) le due campane della chiesa parrocchiale di Magno, nel Comune di Gardone Val Trompia, del peso complessivo di 1448 Kg, insieme alle due della parrocchiale di Inzino (di 1945 Kg) e ad una del santuario della Valle di Inzino (di 373 Kg).


Carlo Sabatti

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